Igiene quotidiana nella terza età

Inizia più o meno a 50 anni ed è caratterizzata dalla fine della capacità riproduttiva.Tutti a questa età dovranno cercare di limitare i danni subiti dal tempo conservando il proprio stile di vita e la serenità raggiunta con la conoscenza.

Alimentazione

Dieta mediterranea ricca di cereali, legumi, frutta, noci e semi. Pesce, poca carne e uso quasi esclusivo di olio vegetale d’oliva.

Sviluppo fisico

È quasi inevitabile la perdita dei capelli, delle diottrie e l’aumento del peso corporeo, qualche chilo in più del peso forma.

Come nell’adolescenza in questo periodo avviene una trasformazione sostanziale del sistema ormonale che condiziona di riflesso tutti gli altri sistemi vitali. È la fine dei flussi mestruali nella donna che termina la capacità di procreare. L’attività sessuale, da un punto di vista fisico, non subisce sostanziali cambiamenti se non l’opportunità di non aver limiti alla disponibilità al rapporto (menopausa).

La sedentarietà rappresenta una minaccia è importante mantenere un livello di attività fisica che con le abitudini alimentari rappresentano la prevenzione per molte delle malattie tipiche dell’età.

Sviluppo psico comportamentale

tre sono gli aspetti che caratterizzano questa età:

  • la fine della capacità di generare
  • la fine dell’attività lavorativa istituzionalizzata
  • la percezione, progressivamente maggiore, della fine della propria esistenza.

La fine della capacità procreativa è più evidente nella donna ma di fatto è una realtà anche per l’uomo. Se il rapporto di coppia è andato bene, l’amore per la/il compagna/o è cresciuto nel tempo è rappresenta l’espressione più nobile del pensiero umano. È la capacità di vedere in positivo quelle alterazioni fisiche imposte dal tempo alla/al compagna/o, perché vissute gradualmente nel corso del tempo è divenute parte integrante della propria vita. Le rughe non imbruttiscono il volto dell’amata/o ma esprimono quelle espressioni tanto care i cui significati ben si conoscono. Se si è soli evitare di guardarsi frequentemente allo specchio e quando capita siate molto indulgenti e amatevi.

Alcuni uomini non accettano le realtà imposte da questa fase della vita e si ripropongono come genitori a donne d’età inferiore. Generalmente la competizione con gli uomini più giovani è difficile e comunque non risolvono il loro problema esistenziale. D’altronde la natura evoluzionistica concede questa potenzialità per proteggersi da eventuali calamità che potrebbero uccidere i giovani e mettere in difficoltà l’evoluzione della specie.

L’attuale sistema produttivo ha tolto valore all’esperienza professionale acquisita nel tempo dai lavoratori, la rivoluzione informatica ed i rapidi progressi scientifici stanno sostanzialmente cambiando questa storia. Una volta il progredire della conoscenza era lento ed era tramandata da padre in figlio, da una generazione all’altra. In queste condizioni gli anziani rappresentavano l’esperienza e quindi erano ricercati e rispettati.

Oggi è necessario che il lavoratore si sappia continuamente rinnovare, deve cercare di essere un protagonista del suo tempo rinunciando di vivere sull’esperienza acquisita che assume un valore enorme solo se costituisce la premessa per una successiva evoluzione. Non è facile in quanto l’evento reale è generalmente culturalizzato e strategizzato, in altre parole questi individui rischiano di non vedere l’evento reale ma quello che credono esso sia e ovviamente producono una risposta inadeguata (inadeguatezza del giudizio). Inoltre, con il passare degli anni molti individui diventano ipoattivi, le loro azioni sono spesso limitate dalla paura di subire danni o di non essere capaci di reagire alle necessità. Talvolta respirano, mangiano e dormono ma smettono di vivere e aspettano la morte perché hanno paura.

E necessario conservare la serenità nella disillusione obiettiva, la morte è un appuntamento inevitabile e difficilmente accettabile ma è necessario ignorare l’evento. Ogni volta che pensiamo alla morte proviamo sofferenza ed è inutile morire tante volte.

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